Wellness Flowers



Presentazione della ricerca sui Wellness Flowers



I Wellness Flowers sono nati a seguito di approfonditi studi in ambito fito e floriterapico, grazie alla collaborazione tra il fondatore della Psicobiotica e una specializzata squadra di ricercatrici composta da: Ida Garbari (farmacista-naturopata), Sandra Garzanti (erborista – naturopata), e Rosanna Zini (erborista-naturopata).
Il fine precipuo di tale ricerca era quello di realizzare un integratore alimentare che coniugasse tutte le virtù terapeutiche delle piante e dei fiori, ad un approccio pratico a sostegno dei dodici conflitti psicosomatici individuati dalla Psicobiotica.
La grande innovazione dei Wellness Flowers, rispetto ai rimedi floriterapici del passato, stà nello studio compiuto dalla Psicobiotica circa l’interazione tra mente, biologia e malattie del corpo. Ciascun rimedio, tra i dodici realizzati, permette infatti di intervenire al riequilibrio di uno specifico conflitto psicosomatico.



Prefazione al libro "Wellness Flowers: i dodici rimedi per i conflitti psicosomatici secondo la Psicobiotica"

di Rudy Lanza

Anticamente la malattia era vissuta come una punizione inflitta dalle divinità al singolo individuo, reo di essersi macchiato di qualche colpa o peccato, o interpretata come metafora dell'irrazionalità, quando colpiva intere popolazioni e paesi. In epoca moderna il tema della malattia ha assunto nuovi e diversi significati.

L’uomo di oggi, al contrario di colui che in epoche passate seguiva i ritmi della natura e il ciclo delle stagioni, vive in un mondo innaturale, alienato dalla tecnologia, dal desiderio di apparire e costantemente alla ricerca del successo personale. Tale situazione sappiamo quali effetti negativi possa produrre sul corpo e sulla psiche.

L’uomo moderno percepisce la propria esistenza con modalità e prospettive alienanti e vive disturbi della psiche e del soma come “qualcosa, un accidente-incidente da far sparire quanto prima possibile”. La Medicina allopatica in questo lo sostiene.

La Medicina moderna, da quando è stata connotata come scienza, si è ridotta all’applicazione di protocolli definiti, passando attraverso la classificazione nosologica della malattia. Sebbene questo approccio abbia consentito l’elaborazione di modelli efficienti ed efficaci, purtroppo il focus dell’attenzione è passato inevitabilmente dall’individuo alla patologia, tralasciando tutto ciò che esula dal cosiddetto “protocollo d’intervento” e quindi tutto ciò che viene considerato non convenzionale o estraneo alle linee guida formulate su criteri standardizzati.

Questa operazione, se da un lato s’identifica con il progresso tecnologico della Medicina, pone in secondo piano una domanda che il malato non può non porsi nell’istante in cui come tale è identificato e classificato: “qual è il significato della mia malattia e qual’ è l’atteggiamento che devo assumere nei confronti della stessa? E queste sono riflessioni altrettanto importanti rispetto al quesito: “qual’ è il modo di uscirne fuori sano e salvo?”.

In questo tentativo di identificazione del senso che la sofferenza assume nell’esistenza umana, il testo ci guida attraverso il dialogo del Maestro con Alma. L’autore spiega: “ci soffermeremo sulle cause… guardando ad essa (la malattia) non come un incidente di percorso… ma come ad un evento sensato, foriero di vitalità… La malattia come processo favorevole all’evoluzione personale.”

In queste parole vi sono contenuti insegnamenti preziosi che si riferiscono al valore attribuito alla relazione, al dialogo, allo scambio, che nello scorrere delle pagine s’intrecciano ad affascinanti modelli di attribuzione al significato di malessere.
La malattia, così come il suo opposto, lo “stare bene” possono avere differenti significati in quanto concetti complessi, costituiti da sensazioni, emozioni, sentimenti, pensieri, esperienze personali che caratterizzano l’individuo.

Spetta dunque ad ogni persona, accompagnata dall’esperienza di un professionista, attribuire un “proprio” significato a salute e malattia, comunque ricercando la sempre presente valenza positiva, in quanto l’origine della malattia non è solo sfortuna, colpa e sofferenza, ma anche chiave di cambiamento.
Se la patologia è il risultato del problema e pertanto si manifesta mediante sintomi, allora sarà l’individuo stesso, con partecipazione attiva e consapevole, ad attribuirgli un senso, a ripercorrere una storia e da lì partire per una non sempre facile analisi del sé che conduce a nuovi inaspettati sentieri.

L’atteggiamento più utile da adottare nei confronti della malattia è quello di affiancare al pensiero medico convenzionale, in cui il potere conoscitivo del curante relega il paziente in una posizione passiva e subordinata, un nuovo modello in cui all’individuo vengono riconosciuti il diritto e la capacità di provvedere ad un’autogestione della genesi conflittuale. Ciò ci insegna che è necessario vedere oltre il sintomo e la malattia.
E a questo punto è necessaria la presenza di una figura esterna al vissuto: il naturopata, soggetto indispensabile quale stimolo alla conoscenza, suggeritore delle eventuali motivazioni, sostegno nella scelta del percorso migliore per recuperare l’equilibrio perduto.

Ma quest’ ottica nuova è realizzabile solo riconoscendo che il corpo è integrato con il mondo esterno, costantemente in risonanza con la Natura, quale vis medicatrix e ammettendo che sono determinanti, nello “scongelare” il problema, sequenze complesse di variabili, che impegnano profondamente il nostro modello di stile di vita.
Solo agendo in tal modo, riconoscendo lo stretto legame tra emozioni, problemi interiori, stress, sintomi, si allarga la visione e il campo d’intervento: l’individuo con la sua storia personale nella situazione sociale e relazionale che vive.

Le pagine di questo libro,contengono lodevoli intuizioni nel campo della Psicobiotica. L’elogio all’autore sta nell’aver scoperto forti correlazioni tra alcune essenze floreali, la loro fusione e alcuni importanti blocchi conflittuali e di essere riuscito, attraverso il loro impiego, a disegnare un interessante percorso di eliminazione delle più differenti problematiche a sfondo psico-somatico.

Le essenze welness flowers permettono di liberarsi da quelle condizioni mentali e fisiche che impediscono di vivere serenamente, portano benefici attraverso la riarmonizzazione della coscienza, confermandosi un valido mezzo per mantenere la salute e il benessere psico-fisico.
Per ogni situazione conflittuale è stata individuata la corrispondente situazione fisica, mentale ed emozionale e i segni che la caratterizza, le proprietà dei fiori e le indicazioni per l’assunzione. I wellness flowers aiutano l’individuo a diventare consapevole degli elementi hanno compromesso il senso di benessere, a individuare i problemi e quindi a recuperare l’immagine di sé. I rimedi sapientemente individuati vogliono essere un ulteriore strumento di intervento che agendo, in modo naturale sul piano emozionale, riescono ad indurre benefici non solo a livello psichico ma anche fisico ed energetico.

Ed è proprio nel testo che ritroviamo la visione positiva dell’uomo, dotato di una forza vitale intelligente che anima il corpo e che è in noi sin dalla nascita, e la sua valorizzazione nella totalità di mente-corpo-spirito, nell’ individualità e nella valorizzazione della salute intesa come “stare bene”, ossia di una condizione positiva e soggetta a potenziali sviluppi, sulla quale qualunque individuo può agire finalmente in prima persona.

Dr. Rudy Lanza
Direttore Scuola di Naturopatia Tradizionale - Istituto Rudy Lanza, presidente FNNHP – Federazione Nazionale Naturopati Heilpraktiker Professionisti, segretario UEN – Union Européenne de Naturopathie – Bruxelles
www.naturopatia.it